L'Eloro DOC
L’Eloro Doc, ottenuto da nero d'Avola autoctono dell'area sud orientale siciliana, prende il nome dalla cittadina di Eloro, in provincia di Siracusa, uno degli spunti panoramici più belli dell'intero litorale del Golfo di Noto, nonché sito archeologico di rilievo per le importanti testimonianze della civiltà greca. A dare un notevole impulso alla viticoltura locale furono proprio i coloni Greci che in provincia di Siracusa producevano un vino pregiato detto Pollio.
Come si consuma
L’Eloro Doc Rosso si accompagna a secondi di carne e selvaggina e va servito in calici ballon a una temperatura di 18-20°C. L’Eloro Doc Rosato si abbina bene con primi piatti, carni bianche, frittate e torte di verdura. Si consiglia di servirlo in calici ampi e aperti a una temperatura di 14-16°C. L’Eloro Doc Pachino va degustato assieme a secondi di carne importanti e cacciagione, in calici ballon a 18-20°C.
Come si conserva
Per conservare correttamente l’Eloro Doc è sufficiente tenere il vino al buio, a una temperatura costante fra 10 e 15°C e, per impedire che il tappo si asciughi, l’umidità deve aggirarsi intorno al 70-75%. Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale su scaffalature di legno.
Come si produce
Il processo di vinificazione dell’Eloro Doc Rosso e delle altre tipologie di rosso prevede la fermentazione del mosto a contatto con la vinaccia, che durante questa fase rilascia antociani e tannini. Il processo di fermentazione ha durata variabile: da 2 a 3 giorni per i vini rossi giovani, oltre i 15 giorni per quelli di grande struttura destinati a un invecchiamento più o meno lungo. Seguono la fase della svinatura, con la separazione della vinaccia dal mosto, i travasi, l’affinamento e l’invecchiamento. Al termine di questo periodo, che può essere anche molto prolungato, i vini vengono stabilizzati e, infine, imbottigliati.
La vinificazione dell’Eloro Doc Rosato prevede la rottura dell’acino e non dei raspi, che arricchirebbero il mosto di quantitativi eccessivi di sostanze coloranti e tanniche. Il mosto ottenuto viene messo nei fermentini, dove subisce una breve macerazione e una modesta solfitazione. Al termine di queste operazioni, il vino viene separato dalle vinacce con la svinatura e sottoposto a travasi; viene quindi stabilizzato e passato all’imbottigliamento