Pachino
Pachino è situata nell'estremo sud est della Sicilia, a 51 chilometri da Siracusa. Posta a 65 metri sul livello del mare, ha un clima dolcissimo dall'Autunno alla Primavera, un cielo sempre terso nel corso dell'intero anno ( una indagine della U.E. del 2001 l'ha definito la città più assolata e con meno nuvole e con il cielo più limpido e terso dell'intera Comunità Europea) ed un clima caldo in Estate.
Il nome Pachino deriverebbe dal fenicio "Pachum" che significa "Guardia". Ma secondo altri deriverebbe dal greco "Paxus" che significa "Fertile", o da "Paxus Oinos" che significa "Terra abbondante di vino".
Gli Arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi, nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni '50; introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l'acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l'irrigazione dei campi.
Marzamemi è il Borgo Marinaro di Pachino, dall’arabo Marsa-al-haman, che significa "rada delle tortore”, ultima frontiera dell’isola, punta estrema della Sicilia. In principio fu un villaggio arabo il centro di Marzamemi, le opere storico-architettoniche, tra cui le Saline, la Tonnara e le prime "casuzze arabe" risalgono a questo insediamento arabo. L'attuale Marzamemi risale ufficialmente al 1752 quando furono costruite dal Principe di Villadorata, il Palazzo, la loggia, la nuova tonnara e la chiesetta.
Le Spiagge
Le bellissime spiagge del suo territorio (8 Km) quali Morghella, Concerie, Granelli, Ciappa, Scarpitta, Punto Rio, ecc. ed il mare limpidissimo e pescoso, fanno di Pachino un centro turistico molto apprezzato, con un flusso di forestieri e turisti che va di anno in anno sempre aumentando.
I reperti archeologici
Pare che il "Promontorium Pachyni" fu abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo di Siracusa. . Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (8.000/1500 A.C.), l'uomo passò a vivere nelle grotte di Calafarina e successivamente, nei periodi del ferro, del rame e del bronzo, fino all'arrivo dei Siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata "Cugni di Calafarina".
La storia dell'attuale Pachino ha inizio quando nel 1734 gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca decisero di risiedere sul territorio.
Economia
Pachino è un paese che fonda la sua economia essenzialmente sull'agricoltura. Nel XIX secolo si era diffusa la coltivazione del cotone, ma già dalla fine dell'Ottocento si diffuse e si consolidò la coltura della vite, diventando un territorio di forte esportazione di mosti e vini destinati ai mercati del nord Italia e della Francia come vini da taglio.
Negli anni Settanta la viticultura pachinese ha attraversato un periodo di crisi che ha portato all'abbandono e all'estirpazione di molti vigneti, sostituendoli con le colture in serra di prodotti ortofrutticoli. Oggi questi costituiscono la produzione prevalente. Generano un elevatissimo fatturato e occupano almeno 4000 persone, solo nel circondario pachinese. Come negli altri casi, anche l'ortofrutta sta vivendo momenti di difficoltà, dovuta a crisi di mercato e infrastrutturali. Si assiste ad una ripresa dei vigneti, dedicati però a produzioni di qualità come il Nero d'Avola e altri vini DOC.
Famosa è anche la produzione locale della bottarga di tonno rosso, che viene prodotta artigianalmente secondo antiche tradioni arabe, nel borgo marinaro di Pachino, Marzamemi. Sviluppata è anche la conservazione, artigianale, di prodotti ortofrutticoli, e del pescato locale, custode di tradizioni culinarie antiche, e oggi molto ricercate. Sostanzialmente la maggior parte dell'economia è ancora vincolata alla produzione dell'ortofrutta, nella quale spicca il pomodoro ciliegino di Pachino IGP e costoluto, ma si spera nella ripresa della viticultura e, soprattutto, della produzione di vini di qualità.